Notiziario 05.20 | Normative e Scadenze

DPCM 26/04/2020: gestione rischio “COVID-19” e tutela della sicurezza dei lavoratori

In G.U. n. 108 del 27/04/2020 è stato pubblicato il DPCM del 26/04/2020 con il quale vengono fissate le regole in vista della “Fase 2” e per le riaperture delle attività imprenditoriali. Tali disposizioni si applicano a partire dal 04/05/2020. In particolare, tale Decreto contiene le misure igienico-sanitarie da attuare (Allegato 4), le misure e le condizioni per gli esercizi commerciali (Allegato 5), i “Protocolli” da seguire in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro (Allegato 6), sui cantieri (Allegato 7), per i settori trasporto e logistica (Allegato 8), del trasporto pubblico (Allegato 9).
Dal 04/05/2020 le prime riaperture riguarderanno le imprese di costruzioni e le attività manifatturiere; via libera anche alla fabbricazione dei mobili e al commercio all’ingrosso funzionale.
Le imprese la cui attività è consentita, sono tenute a rispettare i Protocolli condivisi di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus COVID-19 in materia di sicurezza.
Si evidenzia inoltre come a livello regionale sono state adottate indicazioni di carattere operativo; in particolare si segnala in Regione Veneto la pubblicazione del “Manuale per la riapertura delle attività produttive”, aggiornato al 29.04.2020, che fornisce indicazioni operative per la tutela della salute negli ambienti di lavoro non sanitari, e l’individuazione del c.d. “COVID MANAGER”.

“Fase 2”: circolare dal Ministero della Salute ai medici competenti

Il Ministero della Salute ha emanato la Circolare prot. n. 14915 del 29/04/2020 contenente indicazioni operative relative alle attività del medico competente in vista della imminente riapertura delle attività produttive sospese a causa dell’attuale emergenza sanitaria. Il documento nasce sulla scorta del Protocollo in contrasto alla diffusione del COVID-19 del 14/03/2020, integrato e modificato il 24/03/2020, ed il “Documento tecnico sulla possibile rimodulazione delle misure di contenimento del contagio da SARS-CoV-2 nei luoghi di lavoro e strategie di prevenzione” della Protezione Civile del 09/04/2020.

Secondo il Ministero in questa delicata fase di riapertura delle attività lavorative più che mai si rende necessaria una particolare attenzione al duplice obiettivo di tutela della salute e sicurezza del lavoratore e della tutela della collettività.
Ben si comprende quindi la delicata posizione che rivestono ancor più in questo momento i medici competenti sulla sicurezza del lavoro. In base alle trasmissioni per via telematica (art. 40, comma 1, D.lgs 81/2008) ai servizi competenti dei dati sanitari e di rischio dei lavoratori relativamente al 2018, emerge che tali comunicazioni sono state effettuate da un totale di 5.259 medici competenti, circa il 70% degli iscritti nell’elenco, corrispondente ad un totale di 14.786.812 soggetti, a fronte di un totale pari a 23.215.000 occupati.

Gestione rifiuti e “COVID-19”: provvedimenti e indicazioni da seguire

Con Circolare prot. n. 22276 del 30/03/2020, il Ministero dell’Ambiente ha provveduto a fornire indicazioni utile a superare le criticità nella gestione dei rifiuti per effetto dell’emergenza COVID-19. In precedenza, con nota del consiglio SNPA del 23/03/2020, veniva approvato un documento che contiene indicazioni generali per la gestione dei rifiuti nell’ambito dell’emergenza COVID-19, tenendo anche ovviamente conto delle linee di indirizzo fornite dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS).

In merito alla gestione dei rifiuti costituiti da DPI utilizzati quali presidi di prevenzione dalla contaminazione da COVID-19, prodotti all’interno di ambienti diversi dalle strutture sanitarie (aziende, Enti, private abitazioni). In attesa di una disciplina univoca relativa alla gestione di tali rifiuti a livello nazionale, la Regione Veneto ha provveduto con Ordinanza n. 41 del 15/04/2020, a chiarire che i rifiuti rappresentati da DPI (mascherine, guanti, camici, ecc) utilizzati come presidi di prevenzione al contagio da COVID-19 da privati cittadini o da lavoratori di aziende produttive, siano conferiti nel rifiuto urbano non differenziato e raccolti nell’ambito del servizio integrato di gestione dei rifiuti urbani.
Pertanto, ne deriva che i DPI che devono essere trattati come rifiuti sanitari pericolosi a potenziale rischio infettivo siano da considerare espressamente quelli provenienti da strutture sanitarie o simili ove vi sia la presenza di soggetti COVID positivi o derivanti dalla sanificazione degli ambienti potenzialmente infetti.

Impianti di climatizzazione e rischio COVID-19: indicazioni operative

Sulla questione prevenzione e gestione degli ambienti indoor in relazione alla trasmissione dell’infezione da virus SARS-CoV-2 si è espresso anche l’Istituto Superiore di Sanità (ISS) che attraverso il rapporto ISS Covid-19 n.5/2020 ha fornito indicazioni e raccomandazioni da seguire per mantenere un buon livello di qualità dell’aria all’interno dei locali.
Si segnala inoltre come AiCARR ha fornito indicazioni su come operare sugli impianti esistenti, partendo dal principio, che la migliore azione per limitare un eventuale rischio di infezione da COVID-19 per via aerea è quello di effettuare il più possibile il ricambio aria degli ambienti interni con aria esterna. Inoltre, gli impianti di ventilazione meccanica e gli impianti climatizzazione ambientale, possono assolvere tale funzione in modo più efficace della semplice apertura delle finestre, anche perché migliorano la qualità dell’aria esterna con la filtrazione.

AiCARR afferma che gli impianti di climatizzazione possono aiutare a ridurre notevolmente i rischi da contagio se si aumenta la portata dell’aria di rinnovo. Durante la prossima estate e il prossimo inverno, quando ancora si sarà probabilmente in condizioni di transitorio, sarà inutile e dannoso spegnere qualunque tipo di impianto di climatizzazione e riscaldamento. Sono e saranno molto più importanti altre precauzioni, come le protezioni individuali, i comportamenti e l’affollamento delle persone nei locali.

Emergenza COVID-19: proroga adempimenti e scadenze varie

Per effetto della conversione in legge del D.L 18/2020, avvenuto con Legge 24/04/2020, pubblicata nella G.U. n. 110 del 29/04/2020, risultano ufficialmente prorogate e/o sospese una serie di autorizzazioni e adempimenti in materia ambientale ed edilizia.

In particolare, vengono prorogati al 30 giugno 2020 i termini di scadenza dei seguenti adempimenti relativi alla gestione dei rifiuti:

  • presentazione del MUD (Modello Unico di Dichiarazione ambientale);
  • presentazione della comunicazione annuale dei dati relativi a pile e accumulatori immessi sul mercato nazionale nell’anno precedente e trasmissione dei dati relativi alla raccolta e al riciclaggio dei rifiuti di pile e accumulatori portatili, industriali e per veicoli;
  • presentazione al Centro di Coordinamento RAEE della comunicazione, da parte dei titolari degli impianti di trattamento dei RAEE, delle quantità di RAEE trattate nell’anno precedente;
    versamento del diritto annuale di iscrizione all’Albo nazionale gestori ambientali;
  • deroga alle quantità e ai limiti temporali massimi previsti dal D.Lgs. 152/06 e s.m.i. per il deposito temporaneo di rifiuti;
  • la proroga di 90 giorni dei termini di validità e di inizio e fine lavori delle convenzioni di lottizzazione di cui all’art. 28 della legge n. 1150/1942 e dei relativi piani attuativi e propedeutici, in scadenza tra il 31 gennaio e il 31 luglio 2020.

Sono inoltre prorogati i termini di validità delle iscrizioni all’Albo Nazionale Gestori Ambientali fino al 15/06/2020 (tutti i certificati, attestati, permessi, concessioni, autorizzazioni e atti abilitativi comunque denominati, in scadenza tra il 31 gennaio e il 15 aprile 2020, conservano la loro validità fino al 15 giugno 2020).

 

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