Ordigni bellici nei cantieri: entrata in vigore della valutazione rischio

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In merito alla valutazione del rischio derivante dal rinvenimento di ordigni bellici inesplosi è stato pubblicato nei giorni scorsi un importante Comunicato del Ministero della Difesa, che fornisce ulteriori strumenti per questo importante adempimento a carico del Coordinatore della sicurezza in fase di progettazione nei cantieri mobili e temporanei.

Precedentemente il Titolo IV del D.Lgs.81/2008 era stato soggetto alla modifica apportata dalla Legge 177/2012 che introduceva nel nostro ordinamento l’obbligo di valutazione del rischio derivante dal rinvenimento nei cantieri di ordigni bellici inesplosi, a cura del Coordinatore in fase di progettazione che ha l’obbligo di darne evidenza nel Piano di Sicurezza e Coordinamento.

L’entrata in vigore della modifica è stata prorogata al 26 GIUGNO 2016, in relazione all’operatività dell’albo delle imprese abilitate all’esecuzione della bonifica sistematica (detta anche “indagine strumentale”), istituito dal D.M. 82/2015.

Gli strumenti a disposizione del Coordinatore per effettuare la valutazione sono stati definiti in un primo tempo dall’Interpello n.14/2015, su istanza promossa dal CNI, in cui viene indicata in primo luogo la possibilità di recuperare dati storici riferiti agli eventi bellici, come l’analisi storiografica, le fonti storiografiche di storia locale, le fonti disponibili presso gli archivi di stato o presso i comitati provinciali di protezione antiaerea, per passare poi a dati più prettamente documentali come le fonti del Ministero della Difesa (5° e 10° Reparti Infrastrutture), delle Stazioni dei Carabinieri, l’Aerofototeca Nazionale, la vicinanza del cantiere a infrastrutture strategiche durante il conflitto, eventuali aree precedentemente bonificate nelle vicinanze.

In caso di reperimento di dati insufficienti dalla prima valutazione documentale, lo stesso interpello propone di programmare un’indagine strumentale, che può essere effettuata esclusivamente dalle imprese specializzate iscritte all’Albo di cui al D.M. 82/2015 su incarico del Committente del cantiere.

Il 3 maggio 2016 tuttavia il Ministero della Difesa ha pubblicato un importante Comunicato avente come oggetto “Precisazioni su indagini preliminari propedeutiche alla valutazione del rischio”, che introduce un ulteriore strumento intermedio per la valutazione in questione.

Il Ministero infatti apre alla possibilità di effettuare valutazioni di tipo non invasivo, tramite “l’indagine magnetometrica superficiale”. Questo tipo di indagini potranno essere “messe in sistema con l’analisi storica” dal Coordinatore, indirizzandolo nella valutazione “in merito all’opportunità di procedere alla bonifica bellica sistematica” che può essere effettuata esclusivamente dalle imprese iscritte all’Albo.

Il Comunicato del Ministero, ribadisce che nell’ambito delle indagini magnetometriche “in nessun caso potranno essere eseguite attività di tipo invasivo nel terreno, quali scavi e perforazioni, in quanto tali attività andrebbero a configurarsi quali operazioni di bonifica bellica sistematica preventiva”, né potranno essere “rilasciate attestazioni che il terreno di interesse sia esenta da rischio bellico” dato che “non si ha alcuna certezza sull’eventuale presenza di ordigni a profondità maggiore di un metro dal piano di campagna”. Eventuali infrazioni e abusi in tal senso da parte delle imprese comporteranno la segnalazione all’Autorità Giudiziaria per “attentato alla pubblica incolumità e, qualora iscritte all’albo di cui al D.M. 82/2015, per eventuali provvedimenti sanzionatori.

In pratica il Comunicato apre alla possibilità per le imprese (iscritte o non iscritte all’Albo) di realizzare un’indagine non invasiva, con efficacia non superiore a un metro di profondità, fornendo ulteriori strumenti di valutazione al Coordinatore, prima di prendere la decisione di proporre la Bonifica Sistematica necessaria per individuare con sicurezza eventuali residuati bellici.

La novità è senza dubbio interessante soprattutto per quegli interventi che prevedono scavi superficiali di piccola entità, per i quali in un primo momento sembrava indispensabile la bonifica sistematica in assenza di dati storici significativi.

Rif.: Comunicato Ministero della Difesa del 03 maggio 2016

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